Perché la musica è essenziale per l’essere umano.

Di cosa parleremo:

  • Considerazioni preliminari
  • Evidenze pratiche
  • Evidenze scientifiche
  • La musica oggi nella scuola italiana
  • Conclusioni

Considerazioni Preliminari

Evidenze pratiche

  1. Dopo il concepimento il cuore è il primo organo che si forma durante lo sviluppo del corpo. Il cuore porta con sé il primo ritmo interno (vera e propria pulsazione ritmica) che determinerà letteralmente la nostra possibilità di essere in vita.
  2. Tra l’ottava e la decima settimana il sistema uditivo conclude la sua formazione e da quel momento il feto ascolterà tra i suoni a lui più vicini la pulsazione ritmica del cuore materno. L’ambiente uterino funzionerà per lui proprio come una cassa di risonanza.
  3. Al termine del parto il neonato come primo atto della sua nuova vita prende aria emettendo il suo primo vagito (suono), e in questo modo presenta se stesso alla madre ed al mondo.
  4. Appena nati i bambini sperimentano un rituale ritmico tra i più naturali in ogni cultura: l’esser cullati. Al quale si aggiungono le cantilene per calmare il neonato o conciliarne il sonno, quindi il rilassamento. Questo punto introduce l’aspetto calmante e curativo insito nella musica. Canto e ritmo agiscono sul sistema nervoso offrendo visibili ed immediati benefici.
  5. Un bambino di un anno (spesso anche meno) è autonomamente in grado di percepire il ritmo dentro di sé, nel momento in cui intorno a lui ci sia della musica. Ed esprime naturalmente questa sensazione ritmica interna attraverso un movimento già cadenzato (senza alcuna induzione dall’esterno).
  6. Più avanti, attorno ai due anni, se stimolato dalla mamma o dai componenti della famiglia, inizierà ad intonare alcuni intervalli e ad imparare piccoli passi di danza.
  7. Ognuno di noi ha sperimentato su di sé come l’ascolto di una particolare musica possa attivare in noi emozioni, ricordi, immagini. Fino ad arrivare a modificare il nostro stato d’animo. Tutto questo non è certamente cosa da poco. E’ letteralmente mutamento di componenti chimiche insite in noi.

Evidenze Storiche

  1. La storia della musica nasce assieme all’essere umano ed il corpo stesso (capace di generare suoni vocali e percussivi) è naturalmente il suo primo strumento. Risalgono all’epoca preistorica i primi ritrovamenti di artefatti di varia natura, tra cui spicca il flauto di Divje Babe, ritenuto lo strumento musicale più antico (circa 41.000 anni a.C.) e rinvenuto in Slovenia.
Museo nazionale della Slovenia: femore d’orso dotato di due fori, interpretato dagli archeologi come pezzo di un rudimentale flauto fabbricato da un uomo di Neanderthal.
  1. Abbiamo testimonianze risalenti al 3.100 a.C. circa che confermano come musica e canto erano già presenti nell’Egitto preistorico in rituali di magia e religione.
  2. Nell’antica Grecia il Dio Apollo era divinità della musica e della medicina. Nei templi di guarigione per le malattie fisiche e mentali veniva proposta la musica come energia fondamentale per armonizzare il corpo.
  3. “…Si, perché la ginnastica e la musica costituiscono il fondamento di ogni buona educazione. Mi pare infatti che un Dio ha fatto dono agli uomini di queste due arti, a sostegno di due parti dell’anima, allo scopo di accordarle fra loro.” Platone ne La Repubblica (III 411e-412a circa 390-360 a.C.).

Evidenze scientifiche

  1. Migliora la concentrazione

La musica oggi nella scuola italiana.

  • “A che punto siamo oggi con l’educazione musicale all’interno delle nostre scuole?”
  • “Come viene concretamente insegnata in larga misura la musica in Italia?”
  • Se le neuroscienze (seguendo il metodo scientifico) riportano risultati così evidenti tra la connessione musica/benessere psicofisico, per quale motivo trattiamo così male l’educazione musicale nelle scuole?
  • Perchè gli allievi dovrebbero star seduti ad imparare come si scrivono le note sul pentagramma, come è costruita una scala piuttosto che un’altra, cosa è scritto da pagina x a pagina y, quando è nato e morto Mozart, a fronte dell’ottenere magari un buon voto, piuttosto che metterli in condizioni di poter gioire del fare musica prima di sedersi a studiarla? Quando tra l’altro oramai è noto che la noia di certe lezioni e l‘ansia dell’interrogazione creano un blocco a livello di apprendimento, mentre l’attivazione delle sfere emotive positive è motore per la voglia di apprendere?
  • Perchè non possiamo partire dall’assunto che non ci sia miglior modo di imparare la musica se non facendola? E si può fare davvero con pochissimi mezzi, economici tra l’altro in egual misura e anche meno rispetto un flauto.
Alcuni studenti della Harvard Radcliffe Orchestra fanno musica con i Boomwhackers
  • Se la musica risulta avere benefici così rilevanti, su componenti tra l’altro intimamente connesse all’apprendimento (tema direi centrale per la scuola) per quale motivo le ore di musica sono da sempre ridotte all’osso? Con il risultato di generare troppo spesso una percezione distorta da parte di alcuni genitori ed allievi verso gli insegnanti di queste materie, che vengono così svalorizzati nel loro ruolo professionale e nel loro valore socio educativo.

Conclusioni.

Epilogo

Italia, Aprile 2020 — Fonte Ansa

Papà. Insegnante di chitarra e didattica musicale. Fondatore di YourLesson e Alessandro Massucci Didattica. Cantautore.

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Papà. Insegnante di chitarra e didattica musicale. Fondatore di YourLesson e Alessandro Massucci Didattica. Cantautore.

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