Chitarra classica, acustica o elettrica?

Quale comprare se stiamo iniziando? Parliamo del dubbio di tutti i genitori che iscrivono loro figlio a chitarra.

Capita spesso che i genitori dei miei allievi siano comprensibilmente in difficoltà di fronte alla scelta della prima chitarra da comprare per iniziare il corso.

Le domande sono quasi sempre le stesse: “Quale tipo di chitarra è preferibile per cominciare?”; “Quanto dobbiamo spenderci?”; “Ha visto School of Rock e si è fissato con l’elettrica…possiamo iniziare con questo tipo di chitarra?”. Se parliamo di allievi sotto i 10 anni spesso sorge anche il dubbio: “Va bene una classica normale o ne esistono di più piccole?”.

Queste perplessità si ripresenteranno più avanti nel corso, quando magari l’allievo inizierà a sviluppare un interesse più indirizzato verso un “genere” specifico ed i genitori saranno coinvolti nell’acquisto di una nuova chitarra (ad esempio elettrica).

Ecco di seguito alcuni consigli.

E’ bene partire innanzitutto dall’età e dalla corporatura dell’allievo. Vedendo il bambino un buon insegnante saprà subito consigliarvi la misura della chitarra a lui più appropriata.

Attenzione però, si deve sempre tener conto del fatto che la crescita nei piccoli è naturalmente più rapida. E’ bene quindi considerare la possibilità di prendere una misura più grande, per evitare di dover comprare una nuova chitarra magari l’anno successivo.

Va infatti detto che alle volte è possibile utilizzare una misura più grande andando a lavorare dopo la quinta posizione (al quinto tasto) con l’ausilio del capotasto.

Questo può essere un buon espediente se ad esempio siamo davanti ad un allievo per il quale una 3/4 inizia ad essere un pò troppo stretta ma ancora è presto per lavorare sui primi tasti con una 4/4 (perchè magari le dita sono ancora un pò piccole). In questo modo l’anno successivo avremo già la chitarra della giusta misura e non dovremo fare nuovi acquisti.

Partiamo dal presupposto che una chitarra è una chitarra. Può sembrare scontato ma se non si ha praticità con questo strumento possono giustamente venire dubbi sul fatto che queste tre tipologie presentino differenze particolari a livello di apprendimento. La tastiera della chitarra è strutturata sempre nello stesso modo (salvo piccole differenze in termini di misure del manico e dei tasti) e quello che si impara ad esempio sulla classica varrà sulle altre tipologie. Quello che certamente varia è la sonorità legata ai materiali di costruzione.

Detto questo, se l’allievo non ha ancora una chitarra il mio consiglio è quello di iniziare con una classica di fascia economica (tra i 50 ed i 100 euro). Sono buone ad esempio la Eko CS-10, oppure la Yamaha CS-40 (disponibili anche su Amazon).

Il motivo è legato prima di tutto alla morbidezza, nella classica, delle corde in nylon, più comode per delle dita che dovranno imparare a far pressione sui tasti. Le chitarre acustiche (che tra l’altro hanno dimensioni più grandi della classica) e le chitarre elettriche montano invece corde in acciaio, che all’inizio possono risultare più dure da premere (soprattutto per i più piccoli).

E per l’allievo rimasto folgorato dall’elettrica vista in School of Rock?

Il rischio di iniziare con l’elettrica è a mio avviso duplice.

Da una parte l’elettrica, non avendo una cassa di risonanza, necessita di essere collegata ad un amplificatore. Questo elemento è importante da considerare, perchè in fase di primo apprendimento non si avrà la possibilità di imparare a gestire il suono naturale della chitarra (in termini di controllo del tocco di mano destra e sinistra). Si avrà sempre in qualche modo una percezione “alterata” del suono. Per fare un esempio sarebbe come iniziare a far lezione di canto con un microfono e delle casse. Bisogna partire dal prendere confidenza con la propria voce e soltanto dopo aver imparato a gestirne i meccanismi che ne sono alla base sarà possibile cantare all’interno di un microfono.

Va inoltre aggiunto che con l’elettrica i bambini (e non solo) sono comprensibilmente affascinati dall’uso della distorsione e dell’effettistica, e questo rischia di essere una distrazione molto forte da tutto il materiale di studio che settimanalmente l’insegnante darà per casa.

L’altro rischio da considerare è quello di monopolizzare l’attenzione dell’allievo verso un repertorio, se pur meraviglioso, a senso unico. E’ importante, a mio avviso, che soprattutto all’inizio l’insegnante sia messo nelle condizioni di far conoscere tutto quello che è possibile fare con la chitarra: in termini di tecnica e di repertorio.

Rimanderei quindi l’introduzione della chitarra elettrica in un secondo momento, magari per un primo periodo alternandola settimanalmente alla classica (così da portare avanti repertori e tecniche dedicate al fine di arricchire il più possibile l’allievo).

Stiamo naturalmente parlando di allievi che hanno deciso di intraprendere un percorso di studio dello strumento. Per iniziare a conoscere la chitarra al di la di un corso di musica, tutto è possibile.

Questi sono i consigli che mi sento di condividere per mia personale esperienza, nella speranza possano essere di aiuto nel chiarire dubbi più che giustificati.

Una buona musica e…restiamo in contatto!

Alessandro.

Per partire consiglio una classica di fascia economica (di misura proporzionata all’allievo), assieme alla quale acquisterei un capotasto per chitarra classica e 4 plettri medium con antiscivolo.

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Papà. Insegnante di chitarra e didattica musicale. Fondatore di YourLesson e Alessandro Massucci Didattica. Cantautore.

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