Blackbird (Lennon/McCartney)

Come Bach, un Merlo, un Maharishi ed il Movimento per i diritti civili degli afroamericani, contribuirono alla nascita del brano.

Oggi ci occupiamo di Blackbird, contenuto nel mitico White Album del Beatles (pubblicato nel novembre 1968).

La parte musicale è una rielaborazione della Bourrée in Mi Minore di Johann Sebastian Bach (composizione con la quale prima o poi tutti i chitarristi hanno a che fare).

Il testo è ispirato, così racconterà lo stesso Paul McCartney, da due eventi in particolare: alcuni fatti di cronaca inerenti al movimento per i diritti civili degli afroamericani e dal canto di un merlo, che prima dell’alba una notte svegliò Paul. Questi due aspetti si fondono nella mente creativa dell’autore, trasformando il canto del merlo ad un invito verso un risveglio interiore, per un superamento delle diversità apparenti ed il raggiungimento di una pace nella fratellanza.

Ed il Maharishi che c’entra? Nella primavera del 1968, oramai è storia, i Beatles decisero di incontrare in una sorta di ritiro spirituale l’allora famoso Maharishi Mahesh Yogi, presso l’asharam di Rishikesh (India). Non potendo portare con loro strumenti elettrici, ebbero modo di soffermarsi maggiormente sulle chitarre acustiche, approfondendone più o meno volutamente le tecniche di arpeggio. Non dimentichiamo che in quell’occasione con i Beatles era presente anche Donovan, cantautore britannico dedito all’uso del fingerstyle.

E’ interessante soffermarsi sulle dinamiche dell’aspetto creativo, riflettere su come ogni nuova creazione artistica sia sempre (più o meno inconsciamente) il risultato di una rielaborazione di esperienze che abbiano avuto un certo impatto emotivo sull’autore.

La creatività, di cui oggi purtroppo ci si occupa sempre meno (nelle scuole secondarie viene praticamente dimenticata), è proprio la capacità insita in ogni essere umano di gestire internamente eventi particolarmente significativi, cogliendone analogie nascoste alla mente razionale e rielaborandoli nell’atto creativo per imprimergli nuova forma, la nostra personale impronta.

Credo sarebbe bello dedicare più attenzione a questo aspetto, imparare a riconoscerlo e coltivarlo come parte preziosa del nostro essere. Forse Paul McCartney, come tutti gli artisti in grado di essere così vicini alla mente creativa, può insegnarci anche più di una canzone, se riusciamo a guardare da una prospettiva più ampia.

A breve il video tutorial e nel frattempo restiamo in contatto.

Alessandro.

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Papà. Insegnante di chitarra e didattica musicale. Fondatore di YourLesson e Alessandro Massucci Didattica. Cantautore.

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