Ripartiamo dall’emozione, ascoltando insieme i brani che hanno segnato la storia della musica e non solo.

I Dire Straits nella formazione originale (1978/79)

Prima di iniziare:

  1. Prenditi del tempo e mettiti comodo, possibilmente in un posto dove non verrai disturbato (“si può fare” come si diceva in un grade film).
  2. Munisciti di cuffie (possibilmente buone per un ascolto ottimale) o meglio ancora utilizza un impianto dedicato (va bene anche quello dell’home theater se ne possiedi uno).
  3. Ascolta i brani senza troppe nozioni preparatorie.
  4. Approfondisci quelli che ti hanno più emozionato: leggendone ad esempio i testi e, se suoni, magari imparandone gli accordi.
  5. Quando puoi fai un secondo e terzo riascolto per entrare più in profondità e porre attenzione ai dettagli.
  6. Vedi qualche versione live (possibilmente in buona qualità) almeno dei brani che ti sono piaciuti di più.
  7. Se puoi, suona e canta i brani che ti hanno più emozionato. Endorfine positive e conseguente buonumore sono assicurati.
Copertina dell’album Dire Straits (1978)

Prologo (giuro breve).

All’inizio c’è sempre un sogno, magari tenuto nel cassetto e portato avanti nonostante le difficoltà. Mark Knopfler fin da giovanissimo è letteralmente rapito dalla musica, dalla chitarra in particolare e naturalmente dai suoi miti: Hank Marvin degli Shadows (da cui resta folgorato dalla sua Fender rossa), B.B. King, Chet Atkins, Scotty Moore, Jimi Hendrix, Django Reinhardt e James Burton, più avanti da Bob Dylan e J.J. Cale.

Ascolto e considerazioni personali.

Ascoltate e raccontatemi soprattutto cosa avete provato durante l’ascolto: vi è piaciuto, non vi è piaciuto e soprattutto perchè?

Per una migliore qualità ascolta l’album da Spotify.

Cosa ci insegna questa storia?

  1. Che le passioni vanno seguite e coltivate con rispetto, perchè sono generate da una parte profonda di noi stessi, che deve esser curata, sviluppata ed esternata (portata da una intima dimensione interiore nel mondo reale).
  2. Che la timidezza e la riservatezza sono sinonimo di sensibilità e bisogna avere il coraggio di trasformarle in un aspetto di noi stessi di cui andare fieri, mostrandoci al mondo per ciò che siamo e per quello che abbiamo da dire. Restando possibilmente umili, lucidi e con i piedi saldi in terra. Come Knopfler ha saputo ben fare nella sua carriera, direi come pochi.
  3. Che da soli non si va da nessuna parte, abbiamo sempre bisogno di fratelli (o sorelle) e di amici che credano in noi e ci diano una mano (i Beatles hanno scritto una bellissima canzone sull’argomento).
  4. Che sentirsi fuori dai gusti e dalle mode del momento va bene.
  5. Che le difficoltà ci sono e ci saranno sempre, ma sta a noi saperle trasformare in opportunità, che stimolandoci alla crescita ci consentono di conoscere e andare oltre i nostri fantasmi, divenendo ancora un po’ più forti e più consapevoli delle nostre potenzialità e quindi di noi stessi.
  6. Che Mark Knopfler ha un approccio chitarristico creativo come pochi (non ha mai preso lezioni di strumento) ed il suo tocco è incredibilmente unico, vabbè sono un pochino di parte ma è storia ragazzi.
  7. Che tutto inizia con un sogno e che seguirlo è un bene.

Papà. Insegnante di chitarra e didattica musicale. Fondatore di YourLesson e Alessandro Massucci Didattica. Cantautore.

Papà. Insegnante di chitarra e didattica musicale. Fondatore di YourLesson e Alessandro Massucci Didattica. Cantautore.